Crisi dei giornali: da Google l’ultima minaccia

google_newsQualche giorno fa Google ha fatto sapere che inizierà a testare i link sponsorizzati anche all’interno del suo servizio di news. Dopo l’annuncio, tra gli editori si è diffuso lo stato di allerta: in un momento in cui i proventi pubblicitari sono in caduta libera, internet rappresentava ancora una speranza, ma se Google News inserisce la pubblicità, sarà quasi ovvio tutto l’interesse degli inserzionisti ad orientare gli investimenti verso un sito con un bacino di utenze così immensamente vasto.

C’è chi parla di concorrenza sleale, perchè Google News non è un sito di informazione, ma un semplice aggregatore di notizie che, sulla base di algoritmi, raccoglie ed indicizza articoli da altre fonti e fornisce link verso i loro siti. Adesso, tra tutti questi link, sarà possibile vedere anche quelli sponsorizzati: ”quando farete una ricerca come iPhone o Kindle nella casella di ricerca di Google News, vedrete delle pubblicità di fianco ai risultati di ricerca, nello stesso modo in cui ne vedete quando fate una ricerca normale su Google”, ha spiegato il responsabile di Google News, Josh Cohen.

Per il momento la sperimentazione riguarda solo gli Stati Uniti, “I cambiamenti saranno divulgati quando saremo pronti a offrire una buona piattaforma per i nostri utenti, partner e clienti”, ha aggiunto Cohen. Quindi niente esclude che la novità riguardi presto anche l’Europa.

Specialisti come John Battle, fondatore della rivista “Wired”e Rick Edmonds, analista della scuola di giornalismo Poynter Institute, hanno fatto notare come Google nel suo annuncio, non abbia menzionato affatto la possibilità di dividere i proventi della pubblicità anche con i fornitori dei contenuti.

Forse gli editori, spinti dalla necessità, riusciranno a trovare nuove formule per monetizzare la versione online dei loro giornali; sicuramente migliori di quelle impiegate fin’ora.