Cooperazione e sviluppo: siglato accordo Gsa-Confcooperative
ROMA - L’Associazione nazionale Gsa, (Giornalisti Specializzati Associati), insieme a Confcooperative Molise e Confcooperative Foggia, hanno siglato un protocollo d’intesa Leggi Articolo
Gsa–Confcooperative, ufficializzato l’accordo
L’associazione Gsa e Confcooperative hanno siglato un protocollo d’intesa per realizzare progetti in comune legati allo sviluppo della cooperazione e nel settore della comunicazione in tutta Italia. Il documento è stato firmato sia a Foggia che a Campobasso dal presidente di Confcooperative Molise Domenico Calleo, dal direttore di Confcooperative della provincia di Foggia Matteo Cuttano, dal vice presidente nazionale Gsa Roberto Zarriello e dal responsabile Gsa Area Sud Italia Giuseppe Lanese. Il Protocollo sarà ratificato nei prossimi giorni a Roma. Il documento prevede anche l’apertura, a partire da gennaio 2010, di due sedi dell’associazione Gsa a Campobasso e a Foggia, all’interno degli uffici di Confcooperative.
Forum stampa periodica
Sempre in Molise, nel castello di Monteroduni (Isernia), Gsa ha patrocinato il Forum nazionale della stampa periodica (il 10 ottobre) organizzato dal “Centro documentazione Boulè”, a cui hanno partecipato testate giornalistiche locali di tutta Italia. Il convegno, in cui si è discusso anche del futuro della stampa periodica e delle nuove forme di giornalismo, è stato moderato da Roberto Zarriello, mentre Giuseppe Lanese era tra i relatori.
Parte il Premio giornalistico “Write-AIDS”
(Dal nostro socio Riccardo Forni)
Il 1° Dicembre 2009 è la Giornata Mondiale Contro l’AIDS, e, per l’occasione, il Ser.T di Ferrara (servizio pubblico per la prevenzione cura, riabilitazione delle dipendenze patologiche) e la Commissione inter-aziendale Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, che coordina le azioni contro la diffusione dell’HIV, hanno in programma l’organizzazione di un articolato evento culturale, di informazione, comunicazione sociale e scientifica alla Sala Estense della città di Ferrara.
Regione Emilia Romagna, Comune e Provincia di Ferrara hanno assicurato patrocinio e collaborazione, mentre aderiscono al progetto CSV-Centro Servizio Volontariato, AVIS, Ufficio Scolastico Provinciale, Università degli Studi di Ferrara, Promeco.
Tra i punti qualificanti della manifestazione c’è il Premio Giornalistico «WRITE-AIDS», un concorso artistico, creativo e culturale -aperto ai cittadini d’ogni età che mette in palio complessivamente 2.000 €uro ed ha come suo primo obiettivo quello contrastare il fenomeno dell’indifferenza informativa sul tema AIDS.
Il bando è disponibile su www.ausl.fe.it e presso i partner coinvolti.
Da alcuni anni, infatti, gli addetti ai lavori hanno la sensazione che sia calato un sinistro silenzio sul problema. L’attenzione dei media e della società civile si abbassa, nonostante il virus HIV sia in continua crescita e, in Italia, l’Istituto Superiore di Sanità stima 140.000 sieropositivi e 3-4.000 le nuove infezioni in un anno.
Siamo di fronte ad uno strano fenomeno, per cui i più giovani non sanno di cosa si tratta e le generazioni più vecchie pensano che il virus HIV sia scomparso o guaribile: niente di più sbagliato.
La realtà è molto diversa perché non esiste ancora un vaccino sicuro contro l’AIDS, nonostante la ricerca proceda con intense sperimentazioni e le terapie prolunghino la vita dei soggetti sieropositivi che, in ogni caso, non guariscono e sta di fatto che il potenziale di diffusione aumenta per questo immotivato “cessato allarme”.
Il 1° Dicembre dalle 10.30 alle 23, alla Sala Estense, si svolgerà un intenso programma di iniziative aperte a tutti con l’unico obiettivo di accendere l’attenzione dei cittadini sulla questione HIV/AIDS.
Comporranno la giornata tre diversi eventi interpretati con parole, musica, visione di documentari, dibattiti pubblici, animazione e approfondimento in gruppi di lavoro. La mattina del 1° Dicembre, una conferenza con la stampa aperta al pubblico, stimolerà la riflessione e lo scambio d’informazioni, con esperti che a vario titolo sono coinvolti sul tema HIV/AIDS, presentando dati, le ultime novità in campo medico e scientifico, il punto sulla ricerca, le terapie, i comportamenti corretti. Al termine, la giuria del premio presenterà le sue riflessioni sul concorso giornalistico “WRITE-AIDS”.
Interverranno: Florio Ghinelli direttore del Reparto di Malattie Infettive dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara, Laura Sighinolfi infettivologa, Riccardo Gavioli ricercatore, Luisa Garofani direttore Ser.T AUSL Ferrara e altri ospiti.
Nel pomeriggio alle 15 del 1 Dicembre sarà dato ampio spazio al problema HIV/AIDS in Africa; alle 21, la chiusura della giornata con uno spettacolo di musica, danza, recitazione ispirato al tema e alle sue implicazioni antropologiche, di cultura e di costume, con, in finale, la premiazione dei tre vincitori di «WRITE-AIDS», da parte delle autorità cittadine.
Per caso a Caslino
Ho trovato il bando per il concorso “Poesia a Caslino” nella bacheca del Collegio “S. Caterina da Siena” a Pavia, l’anno scorso. Ho deciso subito di partecipare, perché ero alla ricerca di occasioni, in specie di quelle mai avute prima. La rettrice del Collegio, Maria Pia Sacchi, è stata subito disponibile a presentarmi alla competizione in qualità d’insegnante, come richiesto dal bando.
Tanto “Poesia a Caslino” quanto il “Concorso di composizione italiana in prosa” erano organizzati dalla Fondazione Gennari, cenacolo di artisti, scrittori e professionisti fondato nel 1947 e con sede nel Forum Franciscanum. Quest’ultimo si trova, appunto, a Caslino d’Erba, un pittoresco paese di montagna in provincia di Como. Le strade sono sottili e contorte, serpeggiano fra alte case. Le piazze minuscole ospitano panche e fontanelle per i paesani che vi sostano. Questa zona, fra l’altro, è nota per il tradizionale allevamento delle capre. Più in alto, sorge il detto Forum Franciscanum, da raggiungere guadando un sassoso fiumicello. Esso era, in origine, un eremo voluto da Luigi Gennari, fondatore dell’ente omonimo. Questi dedicò il Forum –appunto- alla figura di S. Francesco d’Assisi, del quale condivideva l’insofferenza per il mondo borghese paterno, l’attenzione verso le ingiustizie sociali e lo spirito poetico. La costruzione del Forum fu intesa proprio come un concreto segno di devozione. Esso riproduce l’atmosfera di Assisi, coi suoi muretti di pietra grezza, la chiesina, le santelle e le sculture di soggetto sacro. Soprattutto, l’eremo è immerso nel verde, tra prati, ortensie ed abeti carezzati da “messer lo frate sole”.
Fra gli scultori chiamati a realizzare il progetto, vi furono F. Prosperi, Boninsegna, gli allievi dell’Accademia Carrara di Bergamo, V. Marchini, B. Vedani, M. Zappino, M. Vescovi, E. Calvelli e -ovviamente!- Madre Natura. L’eremo comprende la “casa degli artisti”, che ha assistito alla visita non solo degli scultori citati, ma anche di Ambrogio Fogar, Silvio Ceccato, Nino Salvaneschi e Cesare Claudio Secchi.
Nel Forum, poi, sorge l’Anfiteatro, uno spazio ombreggiato da abeti che ospita eventi come la premiazione dei concorsi citati. Ero presente con i miei genitori, dovendo ritirare il premio “Luigi Gennari”. Quest’ultimo è rivolto alle Università della Lombardia e del Canton Ticino. Nell’anno accademico 2008/2009 è stato assegnato il XVIII, nel quadro del 12° concorso “Poesia a Caslino”. Il tema della competizione era: “Comunicare significa inviare messaggi comprensibili e saper comprendere i messaggi ricevuti”. Il giorno della premiazione, 20 settembre 2009, è stata tenuta anche una conferenza su detto argomento. Nell’Anfiteatro, sotto l’effigie della Madonna col Bambino, si sono alternate le voci di: Roberto Bonin, presidente della GSA (1); Francesco Morace, sociologo; Manuela Ponti, psicologa; Romano Franco Tagliati, giornalista e scrittore; Emanuele Maria Sacchi, ricercatore e formatore. Il moderatore era l’assessore all’istruzione della provincia di Como, Achille Mojoli. L’assemblea è stata salutata da Donatella Pontiggia, sindaco di Caslino d’Erba. L’introduzione è spettata a Benito Gennari, figlio del defunto Luigi ed attuale presidente della Fondazione.
Fra i relatori, il primo a parlare è stato il dott. Tagliati. Egli ha sollevato il problema dell’”alfabetizzazione tecnologica” di chi deve adoperare i nuovi mezzi di comunicazione, soprattutto per quanto riguarda gli anziani. Oltretutto, ha ricordato il rischio dell’uomo di ritorcere contro di sé le proprie invenzioni, richiamandosi a “Tempi moderni” di Charlie Chaplin ed alla scena in cui Charlot viene fagocitato dagli ingranaggi di una macchina. Ha affermato che non bisogna arrestare il progresso tecnologico, bensì far crescere la coscienza e la cultura con cui ad esso ci si accosta. In particolare, parlando di comunicazioni, ha sottolineato il bisogno di contatti diretti ed amicizie vere. Donatella Pontiggia ha confermato, aggiungendo che nel suo ruolo è importante la comunicazione con gli studenti; l’educatore non può fare a meno della tecnologia (si pensi alla diffusione di Power Point), ma deve trascenderla, arrivando a trasmettere se stesso. Il sindaco ha poi presentato Salvatore Bonella, l’assessore alla cultura; questi ha salutato la Fondazione, le autorità, i relatori e, soprattutto, i giovani, che ha definito “lievito culturale della società”.
E’ seguito l’intervento di Roberto Bonin, che si è dichiarato appartenente all’”ultima generazione analogica”, nonché “dipendente” dalla tecnologia. Per via della sua professione, ha assistito allo stravolgimento apportato dall’informatica nel giornalismo, dovuto soprattutto all’uso massiccio di Internet, di Facebook per le interviste, dei giornali on-line e, soprattutto, dei blog, utili a promozionare i giornalisti. I video e le fotografie eseguiti col cellulare, poi, sono spesso postati su Internet. Bonin ha concluso che non saprebbe cosa preferire tra analogico e digitale: il primo è più bello, il secondo più veloce. Ha però aggiunto che non tutte le notizie in rapido arrivo possono essere utili e che mezzi come Facebook possono “invadere la vita”. “Dipende da noi” ha risposto Francesco Morace. Il suo intervento si è concentrato sul rapporto tra velocità e profondità della comunicazione, che determina la qualità della relazione. In questo senso, la tecnologia può incentivare la condivisione, per esempio quella di informazioni, consentita dal “file sharing”. In famiglia, poi, i figli, spesso, insegnano ai genitori l’uso di Internet, il che costituisce un momento di interazione. Facebook aumenta la voglia di incontrarsi, espressa, appunto, dai “raduni di Facebook”. Le scuole educano all’uso creativo del computer. Bisogna badare, ha concluso Morace, alla qualità dei contenuti dell’informazione digitale. Cultura e tecnologia possono imparare l’una dall’altra.
Sempre attento al mondo giovanile è stato l’intervento di Manuela Ponti, che ha sottolineato come gli adolescenti abbiano voglia di crescere e dimostrare che possono scegliere come impiegare il proprio tempo. L’uso di un social network può essere gratificante in tale senso; tuttavia, esso funziona come filtro dei rapporti che rende incerta l’identità degli interlocutori. In questo tipo di comunicazione può giocare anche la voglia di non apparire o di essere diversi. Molti genitori faticano ad istruire i figli in merito, per la scarsa dimestichezza con la comunicazione digitale. Il problema si fa sentire soprattutto in casi come quello della pedofilia on-line. Un valido appoggio può venire dalla scuola, in grado di istruire i ragazzi ad un percorso competente. “Solo la cultura ci può salvare” ha commentato Tagliati. Ha replicato Bonin: “Solo l’amore ci può salvare”. Ha aggiunto un cenno alla velocità con cui la tecnologia entra nella vita quotidiana, secondo tempi decisi dall’industria.
“La vera rivoluzione è stata il cellulare” ha precisato l’assessore all’istruzione, affermando che la tecnologia ha reso più efficiente la comunicazione, ma l’ha raffreddata. Come ha proseguito Morace, il problema è quello dell’intensità e della concentrazione con le quali la comunicazione è condotta. La tecnologia accontenterebbe, poi, il bisogno di protagonismo dei ragazzi, più a proprio agio in questo campo rispetto agli adulti. Si tocca così il tasto del riconoscimento della leadership di questi ultimi. Morace ha notato, in proposito, la rivitalizzazione del rapporto coi nonni. Manuela Ponti ha proseguito sottolineando la virtualità del tempo on-line, in cui la comunicazione è istantanea e che non permette di valutare lo scorrimento del tempo “reale”. Poi, per via dei reati di diffamazione ed appropriazione d’identità compiuti sui social network, si presenta la questione del rispetto nella comunicazione.
L’intervento conclusivo è stato quello di Emanuele Maria Sacchi, autore de “Il segreto del carisma”, edito da Franco Angeli. Proprio il rapporto fra carisma e tecnologia è stato l’argomento da lui trattato. Il computer più potente è il cervello umano. Il problema è come usarlo. In media, si adopera il 4-5% del suo potenziale; le menti eccezionali arrivano all’8-9%. Il cervello è bombardato da input, che giungono attraverso i filtri visivo, auditivo e cenestesico (sensazioni diffuse). La tecnologia è collegata a questi aspetti. La televisione ha dato inizio alla “rivoluzione visiva”. Attualmente, si assiste ad un lento ritorno all’auditivo: si pensi al popolarissimo cellulare. Una comunicazione completa, comunque, tiene conto di tutti e tre gli aspetti.
E’ stata gradita, durante la conferenza, la presenza del signor Domenico Fiordelisi, vecchio compagno di scuola di Benito Gennari, nonché Consigliere delegato della GSA.
Alla conferenza ha fatto seguito il pranzo offerto dalla Fondazione. La cerimonia di premiazione ha avuto inizio alle 14.30. Per il 46° “Concorso di composizione italiana in prosa”, hanno ricevuto il primo premio Corrado Valsecchi per le Scuole Medie Inferiori della Lombardia e Maria Chiara Citterio per le Scuole Medie Superiori. Il tema svolto era: “Il linguaggio dei giovani negli S. M. S. e in Internet. Quali sono i pregi e i difetti della comunicazione digitale nella tua vita di tutti i giorni?”. Romano Franco Tagliati, membro della Giuria, ha preso una simpatica iniziativa: egli stesso ha scritto una composizione su questa traccia e l’ha letta durante la cerimonia. La conclusione ricalcava un verso di una canzone popolare: “E ce ne costa lacrime questa vicinanza virtuale”.
I vincitori di “Poesia a Caslino”, invece, sono stati: Jacopo Pauletto per le Scuole Elementari della Lombardia, con “Sul filo della preistoria”; Chiara Peduzzi (che ho incontrato personalmente) per le Scuole Medie Inferiori, con “E scriviamo parole interrotte”; Simona Ferrari, per le Scuole Medie Superiori, con “L’inaspettato squillo”; io per le Università, con “Leandro”. I componimenti in versi seguivano questa traccia: “All’improvviso, un suono. E’ lo squillo del tuo cellulare. Esprimi in versi l’immediato tuo pensiero”.
Quanto a me, non mi resta che ringraziare la rettrice del Collegio “S. Caterina da Siena”, Maria Pia Sacchi, per la sua disponibilità, il signor Benito Gennari per la sua cortesia ed il dott. Romano Franco Tagliati per l’intenzione dimostrata di mantenersi in contatto con alcuni dei giovani vincitori. Non posso dimenticare la Giuria del concorso, alla quale sono grata per l’apprezzamento. Mi auguro che il “caso” che mi ha portato a Caslino si ripresenti prossimamente.
Erica Gazzoldi
Successo per l’International Volleyball Clinic patrocinato da GSA
Si è concluso con successo a Campobasso l’International Volleyball Clinic, patrocinato dall’Associazione Giornalisti Specializzati. La nostra associazione è stata media partner dell’evento insieme a “Volleyball Magazine Europe” e al portale “Vivovolley.it”. L’iniziativa di aggiornamento, che si è svolta il 3 e il 4 ottobre, è stata rivolta in particolare agli allenatori delle squadre di pallavolo. Due giorni di formazione tra tabelle, grafici, esperienze, domande e dubbi del settore seguendo precisi criteri scientifici di tecnica e tattica sportiva. Un fitto programma di appuntamenti che ha coinvolto a Campobasso professionisti da tutto il mondo, desiderosi di conoscere i risultati degli ultimi studi effettuati a livello agonistico. Tra i relatori d’eccezione, Paolo Cunha, uno dei coach storici del Portogallo, che ha trattato la stabilizzazione del rendimento dei giocatori negli sport di squadra. Ha concluso gli interventi, tra il pubblico entusiasta, Hugh Mc Cutcheon, allenatore della nazionale maschile degli Stati Uniti, medaglia d’oro alle Olimpiadi di Pechino 2008. La “guida “dei campioni olimpici ha raccontato l’esperienza nella capitale cinese dal punto di vista umano, con tutte le scelte adottate per creare un gruppo vincente. Infine Mc Cutcheon ha lanciato una sfida che si sintetizza così: ‘Non importa se ora le cose non funzionano a dovere. Per le Olimpiadi di Londra le ragazze a stelle e strisce saranno pronte per salire sul gradino più alto del podio’. L’evento di Campobasso è stato promosso dal Comitato Regionale Fipav (Federazione italiana pallavolo) Molise, Guidato dal presidente Nicola Sacco, con la collaborazione dell’Apiv - Associazione Preparatori Italiani Volley e della testata giornalistica “volleyballmag.eu”. L’Associazione Giornalisti Specializzati era presente con il vice presidente nazionale, Roberto Zarriello, il responsabile del Sud Italia, Giuseppe Lanese, quello del Molise, Giovanni Di Tota e il neo responsabile della Provincia di Campobasso, Fabrizio Occhionero. Per la Gsa, dunque, un impegno che continua anche per la promozione di eventi a carattere internazionale. “Voglio ringraziare l’associazione Gsa e l’intero Consiglio direttivo – ha detto il presidente della Fipav Molise, Nicola Sacco – per la sensibilità avuta nell’appoggiare questo evento e per la professionalità con cui affronta ogni giorno le sfide del giornalismo di settore, in questo caso di quello sportivo. Rinnoviamo l’invito verso nuove collaborazioni con la nostra Federazione”.
Centenario dell’aeroporto di Cameri 1909-2009
Cent’anno addietro, nelle campagne del novarese nel territorio di Cameri, l’architetto francese Thouvenot progettò un aeroporto che divenne una delle piu importanti scuole volo dove si formarono i piloti che parteciparono alla prima guerra mondiale. Nel proprio interno la società genovese Lombardini, che divenne Costruzioni aeronautiche novaresi,diede vita ad una produzione di velivoli tra cui il Gabardini 80 cavalli, chiamato Gabarda, il cui pilota, Achille Landini, nel luglio del 1914, con un passeggero a bordo, fece la prima trasvolata delle alpi, volando sopra il monte rosa con destinazione svizzera. Da allora l’aeroporto vide un forte sviluppo dapprima come scuola volo, poi per costruzioni e riparazioni aeronautiche sino ad ospitare gruppi volo cacciambombardieri quali i lanceri neri, allora adibita a pattuglia acrobatica, sino al 53° stormo caccia che con gli intercettori F104 hanno solcato i cieli del nord Italia sino al 1998 a protezione del nostro territorio. In concomitanza con il trasferimento del 53° presso l’aeroporto di Gioia del colle, l’aeroporto Chiarini di Cameri, pur trasformato in un centro servizi tecnico logistici, ospita il 1° centro RVM – reparto manutenzione velivoli – dove vengono assistiti ed aggiornati velivoli come F16, Tornado, Amx ed Eurofighter, sino al prossimo assemblaggio dei caccia di quinta generazione F35, che la lockeed martin, per la parte commercializzata in Europa, produrrà proprio nell’aeroporto novarese.
Che quella di oggi non fosse una manifestazione fine a se stessa lo si è subito capito dalle personalità presenti, oltre a quelle locali come i primi cittadini di Cameri e Novara, presenti Ministri e Senatori a testimonianza dell’importanza dell’evento, non ultimo con le prospettive che questo aeroporto avrà nei prossimi anni proprio come centro di eccellenza per l’assemblaggio del caccia F35. La scelta di Cameri, magari non molto ben voluta dagli ambientalisti, è comunque una grande opportunità per lo sviluppo di un intero territorio che sarà non solo nuovamente considerato da un punto di vista militare, la sua immagine in effetti dopo il trasferimento del 53° stormo si è notevolmente ridimensionata, ma svilupperà competenze tali da rendere tutta la zona economicamente in forte crescita. L’impressione avuta dalla conferenza stampa, dopo il saluto di rito e benaugurante del Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Gen. Tei, ha in effetti colto nell’intervento del Colonnello Morresi, Comandante della base di Cameri, parole di grande profondità quali la piena integrazione del mondo aeronautico nel territorio locale, rispettandone i valori e le tradizioni, e questo è un forte segnale di collaborazione con le autorità cittadine affinchè, in tale logica, si possano cogliere quegli sviluppi atti a crescere e creare sinergie.
Il programma odierno, molto ben curato nei dettagli , ha portato l’affluenza di un pubblico stimato in oltre centomila unità, ed è stata una parata di quanto di meglio la nostra aeronautica può disporre relativamente alle proprie funzioni di difesa, ricerca e soccorso, sostegno a missioni umanitarie sino ad un simbolo della nostra nazione seguito ed amato in tutto il mondo, le frecce tricolori. Sono sfrecciati Tornado ed Euro fighter del RSV - reparto sperimentale volo di pratica di mare, l’elicotteroHH3F del 83° reparto SAR di Rimini, sino alle evoluzioni degli Aermacchi 339 pan, velivoli del 313° gruppo dell’aeronautica militare, chiamate appunto Frecce tricolori, ambasciatori e portabandiera della nostra Italia in tutto il mondo, sempre presenti nei più importanti eventi della nostra Repubblica, non ultimo il commovente saluto con due sorvoli, e fumi tricolori, durante le esequie dei nostri soldati caduti in Afganistan. Alcune volte ci domandiamo se il nostro popolo è meno attaccato alla nazione rispetto ad altri paesi, quello che oggi abbiamo visto negli occhi e nell’emozione che traspirava nei presenti è la risposta che, nei valori della repubblica, del tricolore, nello stesso inno d’Italia è un qualcosa molto più radicato di quanto non si possa pensare, magari appunto amando tutto questo attraverso ciò che fa di una macchina da guerra un simbolo invece di appartenenza e solidarietà.
E’ stata una celebrazione culminata con un regalo fatto al Comando aeroporto, un modello di quel velivolo chiamato Gabarda, opportunamente rimesso a nuovo, con la cerimonia della consegna delle chiavi da parte del Generale Giulio Mainini, Presidente del circolo del 53°. Con questo velivolo l’aeroporto di Cameri agli inizi del 1900 iniziò a decollare nel suo pieno sviluppo di uomini e tecnologie, che questo dono per il centenario sia di buon auspicio per una sua completa rinascita, con l’attuazione di tutti i programmi che già lo pone in una posizione di prestigio nel panorama aeronautico mondiale.
Massimo Passera
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